Biocarburanti alternativa, ma non sempre verde !
Per anni sono stati indicati come il sostituto ecologico del petrolio, limitato soltanto dall'alto costo. Adesso che il petrolio ha raggiunto i cento dollari al barile i biocarburanti sono diventati competitivi, ma c'é un problema: secondo gli studi più recenti non sono così amici dell'ambiente.
A sottolinearlo è la rivista Science, che in un articolo mostra come anche se bruciando i carburanti derivati dai vegetali si produce meno CO2 la loro produzione spesso è tutt'altro che 'verde', e risulta anche cinque volte più inquinante. "Rispetto al petrolio, quasi tutti i biocarburanti diminuiscono le emissioni di gas serra quando vengono bruciati - spiegano Jorn Scharlemann e William Laurance, dello Smithsonian Institute di Panama - ma le considerazioni cambiano se si tiene conto dei loro effetti globali sull'ambiente".
Secondo lo studio, che cita i dati ottenuti da una ricerca commissionata dal governo svizzero, dei 26 principali biocarburanti prodotti nel mondo 21 permettono un risparmio di CO2 quando vengono bruciati superiore al 30% rispetto alla benzina.
Quasi la metà (12 su 26) però ha costi per l'ambiente molto maggiori rispetto ai carburanti tradizionali, e tra questi figurano quelli economicamente più importanti, come l'etanolo dal grano statunitense, quello da canna da zucchero, il diesel di soia e quello da olio di palma prodotto nel sud-est asiatico.
Il vecchio caro termometro a mercurio ha le ore contate, la latitanza, grazie a dio, è finita. Dal tre aprile anche l’ultimo tubicino di vetro numerato finirà di esistere, era stato condannato a morte dodici anni fa, la domanda di grazia era stata respinta il 30 luglio scorso con l'entrata in vigore di un decreto
ministeriale che, obbedendo a una direttiva approvata dal Parlamento europeo, lo dichiarava indesiderato su tutto il territorio.
Il termometro è quasi un’arma di distruzione di massa, è il mercurio che ha dentro che uccide, altamente tossico, radioattivo, cancerogeno. E magari voi da piccoli ci mettevate le dita dentro. Era come maneggiare una pistola. Metallo pesante. Che anche a dosi relativamente basse, può causare danni al sistema nervoso.
In questi anni lo hanno pedinato con attenzione: la presenza del contaminante è stata accertata attraverso una serie di rilievi nei pesci e nei molluschi di molte zone costiere del Mediterraneo. Quelli che poi finiscono sulla nostra tavola. La legislazione europea, a dire la verità, sono anni che ha ridotto l’uso e le emissioni di mercurio, ma i suoi effetti nefasti proprio sull'ambiente marino hanno preteso un giro di vite più pesante. E le misure più drastiche peseranno sull'Europa, che del mercurio è il principale fornitore mondiale.
E così si chiude un’altra epoca, un altro oggetto che sembrava eterno si fa consegnare al passato ed è meglio così: se il mondo fatica a cambiare sono le cose che lo fanno al posto suo. Rivoluzioni tascabili che spediscono oggetti e abitudini a una generazione fa.
I vecchi termometri ancora a piede libero verranno messi nelle condizioni di non nuocere, per evitare che il mercurio che portano nella fondina finisca tra i rifiuti e quindi, nell’ambiente, sono esclusi dalla caccia i termometri della nonna che hanno più di mezzo secolo e i barometri a mercurio, che avranno vita solo fino al tre ottobre. E allora come ci misureremo la febbre? Non si sa. Sul mercato c’è un termometro in vetro che contiene una lega di Gallio, Indio e Stagno che si chiama Galinstan. Misura la temperatura in tre minuti ed pulito che più pulito non si può.
L’amalgama è una polvere composta da diversi metalli, come rame, stagno e argento, tenuta insieme con del mercurio liquido (ca. 50%) che, come noto, è la sostanza non radioattiva più inquinante sulla Terra. Quando viene trasportato (vietato portare termometri al mercurio in aereo), conservato dal dentista oppure smaltito nei rifiuti, il mercurio viene classificato come materiale tossico; nella bocca dei pazienti è ritenuto innocuo e stabile perché legato agli altri metalli.
Secondo il tossicologo tedesco, bisogna capire, innanzitutto, che l’intossicazione da amalgama è di tipo cronico e, in quanto tale, raramente mostra tracce di tossine nel sangue (intossicamento acuto) e nelle urine. Grazie al test del chewing-gum (usato per stimolare la salivazione), il professore è riuscito a dimostrare che l’amalgama rilascia grandi quantità di metalli nella saliva e che questi vengono assorbiti e trasformati, dalla flora batterica e dai funghi (la candida) presenti nel tratto intestinale, in composti più pericolosi (metilmercurio e stagno organico).
La storia insegna che le istituzioni avviano le politiche necessarie a proteggere dalle intossicazioni croniche di sostanze nocive, solo quando ci sono state ormai numerose vittime. E’ accaduto, per esempio, con il fumo di sigaretta o con l’amianto. Secondo molti, anche l’amalgama, usata per le otturazioni dentali, deve essere messa immediatamente al bando. Da anni, infatti, si è aperta una controversia tra alcuni scienziati, che ne hanno dimostrato la pericolosità, e gli organismi scientifici di controllo, che continuano a sostenere il contrario. Oggi molti dentisti si affanano a dire che le amalgame per le otturazioni dei denti non sono pericolose (!?!): la diffidenza è d'obbligo.

La raccolta differenziata 2007 al 27, 5% (+1, 7%) Rapporto: Nord al 42, 4%, Centro al 20, 8%, Sud al 11, 6% (ANSA) -
ROMA, 19 MAR - La raccolta differenziata in Italia ha raggiunto il 27,5% della produzione totale di rifiuti, in aumento dell'1,7% nel 2007.
Il Nord supera abbondantemente l'obiettivo, con il 42,4%, mentre ne restano lontani il Centro (20,8%) e il Sud (11,6%).
Menzione speciale alla Sardegna passata dal 9,9% del 2005 al 27,8% ma il Sud resta sempre indietro.
In Campania la quota 2007 di differenziata si e' attestata al 13,5% complessivo.
Questo il bilancio tracciato dal Rapporto Rifiuti annuale.
Sei città italiane si sfidano alle Cartoniadi per la medaglia d’oro del riciclo.
Città in lizza per la medaglia d’oro del riciclo. Le Cartoniadi nazionali, le olimpiadi italiane della raccolta differenziata di carta e cartone, si terranno dal 15 novembre al 15 dicembre. Milano, Bologna, Firenze, Roma, Reggio Calabria e Palermo si sfideranno in una gara all’ultima scatola.
La manifestazione è promossa da Comieco, il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica che, in tutta Italia, garantisce l’avvio a riciclo di carta e cartone. “Nel 2007 abbiamo avviato al riciclo quasi 2 milioni e 700mila tonnellate di carta e cartone - commenta Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco - e nel 2008 contiamo di incrementare ulteriormente la raccolta”.
Le Cartoniadi nazionali partiranno significativamente il 15 novembre, in concomitanza con Riciclo Aperto, la manifestazione che, ogni anno, consente agli italiani di vedere dal vivo il riciclo della carta e del cartone. Al termine delle Cartoniadi verrà proclamata vincitrice la città che avrà maggiormente incrementato la propria percentuale di raccolta rispetto allo stesso periodo del 2008.
Il premio consisterà nella somma di 50mila euro da investire in opere di rilevanza sociale.
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