L"impazzimentò della natura "sembra essere diventato la norma,con il 2008 che si posiziona al 15/mo posto tra i più caldi degli ultimi 200 anni e fa registrare un calo delle precipitazioni del 27%, sulla base dei dati dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio nazionale delle Ricerche di Bologna (Isac-Cnr), rispetto al periodo di riferimento 1961 -1990. Un andamento che conferma la tendenza ai cambiamenti climatici in atto a livello nazionale, con lo scorso inverno 2007 che - precisa la Coldiretti - è passato alla storia come il più caldo dal 1800, con un'anomalia di +2.27°". E per il 47% degli italiani, sulla base dei dati Eurobarometro, gli effetti dei cambiamenti climatici sono la 'principale paura ambientale', più dei terremoti e dei disastri provocati dagli uomini. "Non é più tempo di monitorare, ma occorre darsi da fare contro il rischio desertificazione, siccità e sconvolgimenti della geografia delle colture nazionali. In Italia la maggiore produzione di pomodoro non è più al Sud, ma in Emilia Romagna. Mentre tutta l'ortofrutta arriva a maturazione insieme, stravolgendo logistica e prezzi di mercato. Va dunque cambiato l'approccio alla questione climatica e al risparmio idrico perché gli sprechi non sono in agricoltura, ma nelle piogge non raccolte negli invasi e nelle dispersioni della rete idrica. Per sequestrare gli eccessi di Co2 servono più agricoltura e più vegetazione, anche nei piccoli comuni. Mentre ogni anno vengono persi oltre 120 mila ettari di colture capaci di assorbire (Co2) a vantaggio di altre destinazioni, di urbanizzazioni industriali. Va dunque invertita questa tendenza creando nuove aree verdi in città e nei piccoli centri, 'comuni fioriti' più accoglienti e serbatoi anti-smog",
L’etanolo (bioetanolo, per la esattezza) che
la professoressa Nancy Ho, docente universitaria di origine
cinese immigrata da molti anni negli Usa,biologa
molecolare premiata al Congresso per aver messo a punto dopo 14
anni di ricerche un enzima geneticamente modificato. La professoressa è
partita dai Saccharomyces cerevisiae, microrganismi che hanno una
funzione fondamentale nelle fermentazioni da cui si ottengono il vino e
la birra.
E' stata in
grado di fabbricare su larga scala, il carburante, grazie all’impianto
creato dall’ingegner Luciano Patorno, imprenditore trasferitosi
dalla Liguria a Modena. Ha qualche altra caratteristica talmente unica
da farlo sembrare un inaspettato dono del cielo alla umanità giunta
sull’orlo del baratro: "Può alimentare da subito i propulsori Flex fuel
montati su numerosi modelli di vetture."
Non affama il Terzo mondo e non fa aumentare i prezzi del pane, della pasta, del latte, della carne perché non fagocita le coltivazioni di cereali destinate alla alimentazione umana e animale, anzi non le intacca minimamente, e di conseguenza non dissipa le già limitate risorse di acqua del pianeta.
Presenta un contenuto netto di energia tre volte più alto dell’etanolo tradizionale. Elimina il 70-75% del peggiore dei gas serra, la anidride carbonica, principale responsabile dell’innalzamento delle temperature. Abbatte del 5-10% le emissioni di ossidi di azoto e di zolfo. È privo di metalli pesanti. Azzera i particolati, meglio noti come polveri sottili. È totalmente biodegradabile. E tutto questo eliminando la spazzatura che non sappiamo più dove mettere.
Libera il globo da larga parte della immondizia. E, ultimo ma non ultimo, ha un prezzo alla produzione di 0,30 euro il litro, 580 lire, esattamente come la benzina verde. Mentre l’etanolo distillato dal mais o dalla canna da zucchero costa il doppio».
In Canada già funziona una bioraffineria «made in Italy» che produce il carburante e lo vende alla Shell. E85 è il nome alla pompa del nuovo oro verde: 85% di etanolo, 15% di benzina. Una miscela, per il momento. Con un piccolo ritocco ai motori domani potrà essere utilizzato al 100%, essendo un alcol etilico concentrato pressoché anidro, cioè privo di acqua.
Un ingegnere genovese di 63 anni, insieme con una
biologa statunitense di 71, ha liberato il mondo dalla schiavitù del
petrolio e dalla morsa dell’inquinamento per i secoli a venire. Luciano Patorno e Nancy Ho, sono riusciti a rimpiazzare la benzina con l’etanolo
ricavato dai rifiuti urbani. Un giacimento inesauribile.
"Guardatevi intorno, o scoperchiate la pattumiera: tutta roba buona per far marciare la vostra auto. Giornali, riviste, involucri per alimenti, fogli di carta, corrispondenza, cartoncini, cartoni, opuscoli. E poi la lolla del riso e del frumento, i cartocci delle pannocchie, le bagasse della canna da zucchero, gli steli del mais, i residui e le eccedenze di coltivazioni agricole, il legno, la segatura, l’erba, le ramaglie, i rifiuti industriali delle cartiere.
Ogni anno l’Italia produce 100 milioni di tonnellate di rifiuti: 40 milioni sono urbani. Il 35% di questi sono cellulosici, cioè carta, cartone e legni, però non riciclabili.
Quindi stiamo parlando di 14 milioni di tonnellate che oggi si buttano in discarica. Si potrebbe ricavarne, con 30 dei miei impianti, 4,8 miliardi di litri di etanolo.-dice l'ingegnere- Vale a dire il 30% del fabbisogno nazionale, visto che gli italiani consumano ogni anno 16 miliardi di litri di benzina".
Per non parlare di quello che respirano !!
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